Che lingua parla la pedofilia ?L'attualità e la cronaca continuano a fornirci drammatici spunti di riflessione sul tema dei diritti/doveri e dignità delle persone.
Il commento di qualche giorno fa del governatore Zaia che, sulla violenza sessuale subita dalla bambina nigeriana da parte di un connazionale ospite della sua famiglia a Montecchio Maggiore, dice:
"Una ferita intollerabile a livello umano e sociale che merita pene davvero esemplari.
Violenza resa ancora più grave dalla fiducia che la famiglia e la bimba avevano nei confronti dell'uomo. Contro atti di questo genere, i cittadini, le istituzioni e le forze dell'ordine hanno il dovere di attivare tutti gli anticorpi possibili" (Giornale di Vicenza 11 agosto 2010).
Nella cronaca scledense del 12 agosto leggiamo di un fatto analogo in cui le vittime sono due bambine senegalesi e l'orco è questa volta uno scledense.
La pedofilia non ha patria, non è una tragedia che appartiene a culture "foreste" che l'hanno introdotta clandestinamente da noi.
Ho pensato di capire meglio a chi fossero dirette le parole di giusta preoccupazione profuse da Zaia sui fatti di Montecchio Maggiore e ho scritto al Giornale di Vicenza.
In attesa di una risposta del Governatore vi propongo la lettura dell'articolo sul GdV del 13/08/2010, firmato da Mauro Sartori.
A presto
Alessandro Pozzan
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