IMMAGINI TRATTE DAL GRUPPO DI FACEBOOK NOI DI POLEO GLI ZINGARI NON LI VOGLIAMO

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UN COMMENTO

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NON SI SCHERZA CON IL FUOCO

Aprire un gruppo su Facebook è un gioco da ragazzi. Un gruppo FB è come una bacheca in cui chi si iscrive condivide uno scopo o un'idea. A volte può capitare che si inseriscano persone che si esprimono in maniera eccessiva, allora a quel punto di solito l'amministratore della pagine, quello che controlla, li cancella o cancella i loro interventi se esulano dallo scopo per cui il gruppo è stato creato. Sono meccanismi simili a quello che può accadere nelle relazioni anche fuori da internet. Certo, se uno fonda l'associazione "contro i capelli rossi", oppure "non voglio persone coi capelli rossi nel mio condominio" (sapete, la sapienza popolare:
da un rosso e da un disgrassià de dio staghe tre passi indrio), lo si può prendere come uno stravagante che resterà di sicuro isolato e perciò innocuo; se invece si parla di nomadi, la cosa assume ahimè dei contorni fin troppo seri.

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RISPOSTA DELL'ASSESSORE ANTONIETTA MARTINO

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RISPOSTA DELL'ASSESSORE ANTONIETTA MARTINO NEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 11/07/2010 AD UNA DOMANDA DI ATTUALITA’  EFFETTUATA DALLA LEGA NORD IN MERITO ALL'INSERIMENTO DI UNA FAMIGLIA SINTI NELL'AREA DEL CAILE

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Sinti al Caile COMUNICATO DEL PARTITO DEMOCRATICO

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Comunicato
A Schio l’Amministrazione Comunale sta per assegnare un alloggio transitorio ad una famiglia sinti di nazionalità italiana che abita stabilmente nel Comune da oltre 20 anni.
Alcuni cittadini della zona di Poleo sono preoccupati per i motivi che tutti conosciamo.
Alcune forze politiche che sono in comune iniziano la solita campagna sugli stranieri, gli immigrati, gli zingari.
Naturalmente tutti hanno diritto di esprimere il loro dissenso e ben vengano striscioni, lettere, cortei.
Non dimentichiamo però che la famiglia in questione è fatta di italiani che sono già nelle liste d'attesa ATER avendo da tempo maturato diritto alla casa. Non ci risulta che si facciano assemblee di condominio o quant'altro quando un italiano qualsiasi ottiene una casa.
Invece si passa ogni limite di inciviltà quando un consigliere di quel quartiere, per raccogliere le proteste apre una pagina su Facebook dal titolo: Noi di Poleo gli zingari non li vogliamo.
Nella pagina in questione si fanno riferimenti espliciti all'uso del sangue e della pulizia etnica per risolvere il problema.
Ora di fronte a questi atteggiamenti che non possono essere considerati uno scherzo chiediamo:
1- Le dimissioni del consigliere di quartiere che è il fondatore della pagina. Di questa pagina risulta amministratore un’altra persona che incita ad usare questa famiglia come fonte di energia rinnovabile e raccoglie il commento di un iscritto al gruppo che suggerisce l’espianto degli organi per i minori oltre a proporre di “accettarli” e qui unisce la foto di una accetta sporca di sangue.
2- Un intervento censorio del consiglio comunale nel merito.
Noi provvederemo comunque a denunce penali, valutato che se ne ravvisano gli estremi, ed in questi contesti sono l’unica cosa che serve.
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